Un ritratto della madre

C’era pure un ritratto della madre
– di lei nessuno sa niente, s’affaccia a guardare con aria stranita,
rispunta tra le carte di una lite che il tempo non può più sedare.
Che suonava l’armonium nella chiesa lo ricorda qualcuno,
e che cantava
inni sacri alla gloria del Signore;
e si nutriva di letture bibliche, conversava con Sara e con Isacco, con Esaù che volle le lenticchie. E lottava con angeli, a sua volta.
Ai ragazzi insegnava l’alfabeto
e a far di conto.
Le diedero persino una medaglia con l’ef gie del re: c’era una volta…




BABELE

 lì dove Iddio confuse le lingue della terra. 
Genesi, 11,9 
Sogni 
accesi sui gradini della notte. 
Dove risiede il Dio 
con lo scettro di fuoco sui reami? 
Lingue di pietra 
in abissi di simboli. Fonemi 
in processione 
nelle forme febbrili 
dell’ invisibile. 
Ecco Babele, 
che si distende lungo le muraglie 
del tempo. 
Le gole nelle mani doloranti 
e in spirali di vento. 
Joanyr de Oliveira 

Tempo de ceifar, Thesaurus, Brasilia, 2002

Da “Spiragli”, anno XIX, n.1, 2007, pag. 45.